Il sito del paesaggio

 

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Le buone regole

Non è necessario essere grandi architetti per progettare edifici e altre opere che si inseriscano dignitosamente nel paesaggio: basta, dopo avere valutato il valore del paesaggio che si intende modificare e il più opportuno rapporto opera - paesaggio, seguire alcune regole, di cui qui sotto riporto un elenco.

Questi criteri possono essere inseriti nella normativa dei PRGC come norme relative agli aspetti paesistici in aggiunta alle norme di zona. Sono stesi sotto forma di capi, articoli e commi per una maggiore immediatezza e sinteticità. In questa forma possono eventualmente essere inseriti nelle norme di attuazione dei piani regolatori comunali. Il presente indicativo significa dovere:

contengono elaborati = devono contenere elaborati.

 

 

le buone regole

 

Cap         Capo I   Criteri generali

1.                Art. 1  Elaborati

1.   Tutti i progetti di opere contengono elaborati di progetto grafici, fotografici e scritti sufficienti a dimostrare che la scelta progettuale è stata la migliore possibile per quanto riguarda l'inserimento delle opere nel paesaggio, anche illustrando ove opportuno diverse alternative con modalità sufficienti a consentire la comprensione dei criteri progettuali seguiti.

2.   I progetti di grandi opere: strade, ferrovie, aeroporti, grandi elettrodotti, gasdotti e oleodotti, cave, autoporti contengono una carta di classificazione qualitativa del paesaggio in un congruo intorno per dimostrare che vengono interessate, per quanto possibile parti del territorio di minore valore paesistico.

3.    I progetti delle seguenti opere contengono un progetto di rimodellamento del terreno e di rinverdimento:

a)   opere stradali e ferroviarie;

b)   oleodotti e gasdotti costituenti strutture primarie di trasporto;

c)   cave e discariche in aree anche parzialmente boscate;

d)   opere per le quali è previsto un consistente uso di specie vegetali;

4.   I progetti di rimodellamento e rinverdimento sono redatti alle scale necessarie a definirne ogni aspetto e contengono non solo l'elenco delle specie vegetali, ma anche dettagliate planimetrie in cui siano disegnate le macchie arboree ed arbustive. Prevedono inerbimenti e piantagioni con specie coerenti con il paesaggio vegetale in cui si inserirà l'opera. La vegetazione è disposta in modo variato curando di valorizzare vedute e scorci e mascherare opere ed elementi dissonanti, quali pali e tralicci ed apparecchiature tecniche in genere o edifici ed opere privi di qualità estetica.

5.   I progetti contengono l'indicazione delle aree occupate dai cantieri e le modalità per il loro ripristino entro la fine dei lavori.

6.   I progetti di opere di cui al comma 3 sono redatti per la parte relativa alla ricostituzione del manto vegetale da tecnici con specifica preparazione in materia ambientale e di architettura del paesaggio.

7.   La progettazione, l'allestimento e la conduzione dei cantieri tendono a ridurre al minimo la distruzione o alterazione del soprassuolo vegetale a causa di scavi, passaggio di mezzi di cantiere o deposito di materiali, soprattutto nelle aree acclivi, nelle quali si cura di limitare la distruzione del cotico erbaceo.

8.   Per l'alto costo e la minore probabilità di riuscita delle piantagioni con individui adulti, si può prevedere la messa a dimora di piante di 1-5 anni di età secondo le specie, eventualmente prescrivendo l'uso di piante adulte ove sia necessario mascherare elementi particolarmente dissonanti.

9.   Nei capitolati speciali è prevista da parte della ditta esecutrice delle opere a verde una garanzia pluriennale con la prescrizione del risarcimento delle piante morte o deperenti.

10. L'ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica ove è richiesta ovvero della concessione edilizia può essere subordinato all'applicazione di ulteriori accorgimenti oltre a quelli prescritti e può essere richiesto che ai progetti, anche non elencati al comma 2, siano allegati progetti di rinverdimento.

2.                Art. 2  Elementi naturali di valore geomorfologico

1.     Si evita di costruire sopra elementi di rilevante valore geomorfologici, quali doline, campi solcati ed altre rilevanti forme di corrosione carsica, formazioni carsiche a banchi, entrate di importanti cavità ipogee.

2.     Qualora durante gli scavi in aree carsiche siano trovate cavità ipogee, il direttore dei lavori ne ordina la sospensione nel luogo del ritrovamento ed è avvertito il Catasto regionale delle grotte, il cui curatore può disporre un sopralluogo da parte di speleologi qualificati ed invia una relazione all’ufficio competente alla gestione del vincolo paesaggistico. Colui al quale compete l’autorizzazione paesaggistica, quando dalla relazione risulti l'importanza della cavità, può dettare prescrizioni per la loro preservazione.

 

3                 Art. 3  Terrazzamenti

1.   I terrazzamenti per la realizzazione e la ristrutturazione di aree coltivate, quando consentiti, sono improntati al rispetto della morfologia esistente, contenendo quanto più possibile gli scavi e i riporti e modellando il terreno con una compiutezza coerente con la morfologia originaria e compatibile con le caratteristiche geotecniche.

2.   Sono vietati i terrazzamenti a fini di rimboschimento.

 

4                 Art. 4  Mantenimento della trama arborea di pianura e collina

1.   Le opere ricadenti in aree caratterizzate da superfici boscate e filari sono posizionate in modo da mantenere il soprassuolo arboreo; ove non sia possibile, i loro progetti prevedono e specificano la costituzione di superfici arborate in sostituzione di quelle che saranno distrutte.

 

5                 Art. 5  Smaltimento e reperimento di inerti

1.   Nella costruzione delle opere comportanti notevoli movimenti di terra e roccia il materiale di risulta degli scavi è preferibilmente riutilizzato nei rilevati. Il materiale non riutilizzato è collocato in discariche o in impianti di frantumazione. Quando il materiale debba essere depositato al di fuori di discariche autorizzate o di impianti di frantumazione, il progetto dell'opera prevede la localizzazione delle discariche e il loro recupero con tecniche di inserimento ambientale.

2.   I progetti di scavo e ripristino delle cave di prestito sono compresi nei progetti delle opere.

 

        Capo II    Criteri specifici per la progettazione di opere

6               Art. 6   Coltivazioni

1.     Nelle trasformazioni per la produzione agricola, quali i riordini fondiari e la realizzazione o il reimpianto dei vigneti si cura di mantenere i caratteri tradizionali del paesaggio rurale, con il mantenimento o la costituzione di filari, siepi e boschette. Viene mantenuta nella delimitazione dei lotti la trama dell’eventuale centuriazione romana presente.

2.     Nella trasformazione di terreni collinari in vigneti si cura di modellare i pendii con forme dolci che seguano quelle naturali, evitando l’uso di linee spezzate e si mantengono cortine arboree curando di ottenere un gioco fra vuoti (i vigneti) e pieni (le aree boscate). Si dispongono le fasce alberate e boscate in modo che il paesaggio vicino, quello cioè che si percepisce dal basso, abbia dei fondali alberati e presenti un aspetto variato a chi vi si muove. Si rispetta la morfologia del terreno preservando le linee di impluvio, i solchi e i ruscelli e mantenendo attorno a questi delle fasce di vegetazione autoctona. Si evitano rilevanti spianamenti e rilevanti modifiche della pendenza dei terreni. Si utilizzano pali di sostegno in legno o con aspetto simile per evitare un senso di eccessiva artificializzazione.

3.     Sono evitate, salvo che non facciano parte del paesaggio tradizionale, coltivazioni terrazzate. I terrazzamenti sono sostenuti da pendii inerbiti, salvo ove per tradizione siano sostenuti da muretti.

4.     Si evita ove possibile la costruzione di edifici rurali o per attività agrituristiche sparsi, preferendo accorparli nei centri e nuclei abitati e in ogni caso si cura che essi non abbiano con l’intorno un rapporto di dominanza, dando invece prevalenza al paesaggio vegetale.

5.     Soprattutto nelle aree collinari le nuove cantine e i loro spazi accessori che non abbiano necessità di finestre sono costruite interrate. Gli edifici sopra terra sono costruiti preferibilmente in terreni di fondovalle e circondati da abbondante vegetazione in modo da essere parzialmente nascosti.

 

7                 Art. 7  Percorsi e tracciati delle opere stradali e ferroviarie

1.        È prioritariamente valutato se vi siano alternative di percorso e in caso affermativo sono studiati di ognuna gli effetti sul paesaggio, evitando ove possibile di interessare aree o elementi di alto valore naturalistico, storico o comunque paesaggistico.

2.        I tracciati sono inseriti nel paesaggio in modo fluido seguendo gli andamenti dei rilievi. I viadotti sono limitati allo stretto indispensabile, appoggiando ogni volta che sia possibile il tracciato ai fianchi dei rilievi o prevedendo tratti in gallerie. In luogo di viadotti è valutata la possibilità di utilizzare tratti in rilevato purché di forme tali da poter rimodellare armoniosamente la morfologia naturale.

3.        Le autostrade, le strade di grande comunicazione e le strade di interesse regionale sono progettate anche in pianura come successioni di curve, di ampiezza tale comunque da garantire la visibilità compatibilmente con le condizioni orografiche. Sono ammessi tratti rettilinei quando vengano utilizzati assi stradali preesistenti, siano attraversati terreni riordinati nei quali è opportuno evitare la formazione di ritagli di terreno agricolo, quando le linee diritte siano in accordo con il paesaggio storico (centuriazione romana). In aree in cui sia ancora percepibile la struttura della centuriazione romana si preferisce, quando possibile, seguire le direzioni degli assi della centuriazione.

4.        Si preferiscono tratti in galleria a tratti in trincea con pareti molto alte.

5.        L'andamento altimetrico delle strade è studiato per evitare tratti nascosti da dossi.

6.        I tracciati sono progettati in modo da evitare o ridurre al minimo la necessità di barriere antirumore o, qualora necessarie, in modo da consentire la realizzazione di barriere formate da rilevati di terra coperti da vegetazione o di barriere vegetali.

7.        I tracciati sono progettati in modo da valorizzare la veduta dei punti notevoli del paesaggio.

 

8                Art. 8   Sezioni delle strade e delle ferrovie e disegno delle scarpate

1.                 Le scarpate dei tratti in rilevato ed in trincea hanno pendenza lieve, non superiore preferibilmente al 20% e comunque non superiore ai seguenti valori:

altezza dal piano di campagna al piano viabile o rotabile

pendenza massima delle scarpate

m 0-2

35%

m 2-4

50%

oltre m 4

60%

2.        Le scarpate delle strade e delle ferrovie su terreni con pendenza trasversale hanno pendenza lieve, non superiore preferibilmente al 20% ai seguenti valori:

pendenza trasversale del terreno

pendenza massima delle scarpate

0-20%

35%

20-30%

50%

30-50%

65%

3.   Le pendenze massime non sono superate neanche nei tratti di raccordo fra diverse categorie di altezza o pendenza trasversale. Si possono tenere pendenze maggiori delle scarpate solo nei tratti in cui si verificherebbero altrimenti una o più delle seguenti condizioni:

a)   si dovrebbero demolire edifici o manufatti importanti;

b)   si dovrebbero alterare siti di alto valore naturalistico, storico, archeologico o paesaggistico;

c)        Si dovrebbero operare sbancamenti di rilievi tali da produrre un danno paesaggistico rilevante.

4.   Le scarpate sono raccordate con il piano viario e il piano di campagna mediante sezioni molli in modo graduale e non monotono tenendo conto della morfologia preesistente e delle caratteristiche geotecniche e hanno sezioni leggermente concave o convesse o miste per integrarsi il più possibile con la morfologia. Possono inglobare rocce o altri volumi o manufatti per ridurne la monotonia.

5.   Nelle aree rocciose che si prestano a forme irregolari, come quelle carsiche, le scarpate possono avere forme irregolari sfruttando le fratture e le forme delle rocce.

6.   Con pendenze trasversali superiori al 50% per lunghezze superiori a 100 m sono preferiti tratti in galleria.

 

9                 Art. 9  Opere a verde, finiture e ripristini nelle strade e nelle ferrovie

1.     Viene curata in modo attento e dettagliato la formazione di vegetazione ai lati dei tracciati viari e ferroviari, distribuendo macchie di verde arboreo ed arbustivo variamente formato ed alternato con spazi inerbiti, anche formanti soluzioni di continuità progettate in modo da aprire vedute su punti interessanti del paesaggio in funzione della velocità di progetto. Alle scarpate con forte acclività, che non siano rinverdibili con tecniche di ingegneria naturalistica e che debbano essere rivestite con manufatti, sono applicati preferibilmente rivestimenti con elementi che consentano la crescita di vegetazione oppure, se scavate in roccia con un bell’aspetto proprio, ad esempio con una bella evidenza degli strati, sono lasciate non rinverdite.

2.     In luogo di muri di sottoscarpa in calcestruzzo sono adottate, quando possibile, tecnologie che usino materiali vegetali vivi.

3.     Le sezioni di imbocco delle gallerie sono costruite preferibilmente a bocca di flauto e conformate in funzione delle linee della pendice. Gli scavi in roccia esterni per l’imposta degli imbocchi delle gallerie sono limitati al minimo indispensabile e sono poi rimodellati e rinverditi.

4.     I progetti di opere stradali e ferroviarie prevedono il ripristino delle aree interessate da tratti o parti di strade o ferrovie dismessi a seguito della realizzazione delle nuove opere, mediante la demolizione o il riuso ad altri fini dei manufatti non più utilizzabili e la restituzione delle relative aree ad un uso coerente con le aree adiacenti.

 

10               Art. 10  Percorsi e tracciati delle linee elettriche e di telecomunicazioni in soprassuolo

1.     Nella progettazione delle linee elettriche e di telecomunicazioni in soprassuolo si valuta prioritariamente se vi siano alternative di percorso e, in caso affermativo, vengono studiati di ognuna gli effetti sul paesaggio, evitando ove possibile di interessare aree di alto valore naturalistico, storico o comunque paesaggistico.

2.     Sono evitati gli attraversamenti di parchi e riserve naturali e zone monumentali, paleontologiche ed archeologiche. Nel caso in cui siano necessari, si possono prescrivere tratti interrati.

3.     I tracciati sono inseriti nel paesaggio in modo fluido seguendo gli andamenti dei rilievi. Si evita, salvo casi di comprovata necessità, di tagliare di netto pendici e versanti e di attraversare cime e creste di rilievi, preferendo appoggiare il tracciato ai fianchi dei rilievi.

4.     Nei paesaggi ondulati o terrazzati è preferito un tracciato che segua le parti più basse evitando, ogni volta che sia possibile, che la linea si stagli contro il cielo; le linee parallele a strade sono preferibilmente collocate a monte rispetto a queste; si utilizzano preferibilmente i versanti in ombra.

5.     Le linee seguono assi già attrezzati, quali strade e ferrovie mascherandone, quando possibile, la vista da queste mediante cortine arboree e arbustive.

6.     Si fanno passare le nuove linee parallelamente a linee esistenti, quando ve ne sia la possibilità, evitando la dispersione nel paesaggio.

7.     Nelle aree boscate, in cui la costruzione di una linea comporti l'esecuzione di una tagliata, si evita un tracciato rettilineo per non produrre sgradevoli cannocchiali all'interno del bosco. Quanto meno, si cura che in adiacenza di strade e ferrovie il tracciato entri nel bosco con un percorso a gomito.

8.     Sono ridotti al minimo gli attraversamenti di strade evitando di norma l'attraversamento di svincoli o incroci di grande traffico. Gli attraversamenti di strade e ferrovie, quando necessari, avvengono preferibilmente con linee leggermente diagonali rispetto al tracciato viario e in corrispondenza di curve.

9.     Nelle aree di elevato pregio paesaggistico le linee elettriche a bassa tensione sono sotterranee.

 

11               Art. 11  Caratteristiche delle linee elettriche e di telecomunicazioni in soprassuolo

1.     Si evita, quando possibile, di collocare sostegni alti in vicinanza di edifici isolati o in modo da essere visibili come sfondo di strade. I sostegni sono collocati in punti meno visibili da luoghi di passaggio, ad esempio dietro macchie di alberi. Sono preferiti sostegni snelli con materiali e forme poco dissonanti con il paesaggio attraversato.

2.     Negli agglomerati urbani, soprattutto se di pregio, sono costruiti tracciati interrati.

3.     Nella costruzione di stazioni e cabine primarie si evitano rilevanti sbancamenti. Tali manufatti sono mascherati da vegetazione in modo da non essere di norma visibili da strade e ferrovie.

4.     Possono essere richiesti progetti di rinverdimento per la mascheratura di sostegni e cabine e per la piantagione con specie di limitata altezza delle tagliate entro superfici boscate.

 

12               Art. 12  Percorsi e tracciati delle condutture sotterranee

1.     Si evita ove possibile di interessare aree di alto valore naturalistico, storico o comunque paesaggistico, nelle quali gli scavi possano produrre ferite rimarginabili solo con difficoltà o con lunghi tempi.

2.     I tracciati sono inseriti nel paesaggio in modo fluido seguendo gli andamenti dei rilievi. Si evita quando possibile di tagliare di netto pendici e versanti e di attraversare cime e creste, preferendo appoggiare il tracciato ai fianchi dei rilievi. Quando occorra attraversare rilievi con notevoli pendenze si valuta la possibilità di costruire tratti in galleria o in microtunneling.

3.     Nei paesaggi ondulati o terrazzati si preferisce un tracciato che segua le parti più basse evitando, ogni volta che sia possibile, che la fascia prodotta dallo scavo sia visibile da lontano; le condutture parallele a strade sono preferibilmente collocate a monte; sono utilizzati preferibilmente i versanti in ombra.

4.     Con l'esclusione degli oleodotti e gasdotti di prima specie come classificati dal DM 24.11.1984 e compatibilmente con la fattibilità tecnica e normativa per quelli di II e III specie, si preferisce far passare le condutture lungo o sotto assi viari già attrezzati, mascherandone quando possibile la vista.

5.     Nelle aree boscate in cui la costruzione di una conduttura comporti l'esecuzione di una tagliata in corrispondenza di strade e ferrovie, si evita ove possibile un tracciato rettilineo per non produrre sgradevoli cannocchiali all'interno del bosco. Quanto meno, si cura che in adiacenza di strade e ferrovie il tracciato entri nel bosco con un percorso a gomito. Laddove un tracciato debba interessare superfici boscate, si cura che la pista di cantiere, ancorché provvisoria, sia posta sul lato con la minor copertura boschiva.

 

13               Art. 13  Opere idrauliche

1.     Gli alvei naturali e le golene dei corsi d'acqua, compresi gli alvei non attivi, costituiscono dei rilevanti insiemi di paesaggio e pertanto, oltre che per ragioni di equilibrio idrogeologico, sono mantenuti nella loro interezza con divieto di ridurne la larghezza, salvo che nei casi di cui al comma successivo.

2.     Sono consentite riduzioni di alvei naturali e golene per la realizzazione di opere infrastrutturali, quando sia accertato l'interesse pubblico prevalente rispetto al danno ambientale e sia dimostrata l'impossibilità di trovare altre soluzioni. In nessun caso sono autorizzate riduzioni di alvei per espansioni edilizie.

3.     Le opere di sistemazione idraulica sono consentite quando siano necessarie per evitare danni ad insediamenti ed infrastrutture, ma non in previsione di futuri ampliamenti di aree edificate.

4.     Nella costruzione di sponde si preferisce ove possibile l'uso di opere di ingegneria naturalistica; si cura che le pendenze delle sponde siano le minime possibili per non creare barriere fisiche con il fiume nei livelli di magra e di morbida e comunque non siano superiori al 50% salvo motivati casi di necessità o non abbiano già naturalmente pendenza superiore. Sono consentite sponde con forte pendenza o verticali e in cemento o muratura quando siano a difesa di abitati o di opere rilevanti esistenti e non sia possibile ampliare la sezione senza demolire tali insediamenti e manufatti.

5.     Nelle opere di sistemazione e di manutenzione dei corsi d'acqua viene perseguita ogni volta che sia possibile la decementificazione delle sponde artificiali e la loro riprofilatura con pendenze dolci. Vengono mantenute le associazioni vegetali ripariali che non rallentino in modo negativo il deflusso delle acque, per la loro funzione ecologica, di depurazione delle acque, di limitazione dell'erosione e, nelle parti degli alvei non soggetta a invaso permanente, di rallentamento della corrente. Vengono quanto possibile mantenuti i rami non attivi con la funzione di laminare le piene, di serbatoi di naturalezza e di elementi del paesaggio naturale e storico.

 

14               Art. 14  Edifici

1.        I nuovi edifici in prossimità o all'interno di superfici boscate sono progettati in modo che i loro volumi non contrastino in altezza con la copertura arborea adiacente.

2.        Gli edifici mantengono volumetrie e altezze coerenti con la tipologia degli edifici tradizionali circostanti e con le forme del paesaggio naturale; si può derogare solo in caso di effettiva necessità quando la funzione dei nuovi edifici richieda volumi o altezze maggiori e non riducibili.

3.   La forma degli edifici e dei manufatti è coerente con la loro funzione e con il contesto. Si evita il pedissequo travestimento dei nuovi edifici e degli edifici e manufatti che contengono impianti tecnologici o sono a servizio di questi con forme tradizionali di edifici adiacenti.

4.   Si possono prescrivere mascheramenti vegetali o mediante modellamenti del terreno per evitare o ridurre l'impatto visivo di edifici non coerenti con il paesaggio.

 

15               Art. 15  Piste da sci e impianti di risalita

1.     I tracciati delle piste da sci sono sinuosi e si adattano alla morfologia del terreno, evitando lunghi rettilinei, soprattutto quando attraversino superfici boscate. Le scarpate hanno pendenze lievi e sono ben raccordate con il terreno.

2.     Le piste da sci sono previste e progettate su terreni che abbiano, salvo parti non rilevanti, pendenza non superiore al 70%. Le piste non possono avere in nessun punto pendenza superiore al 70%.

3.     Gli impianti a fune hanno tracciati per quanto possibile raccordati con la morfologia dei luoghi. Nei tratti all'interno di superfici boscate sono esclusi lunghi rettilinei per evitare sgradevoli cannocchiali all'interno del bosco o quanto meno si cura che i tracciati entrino ed escano da aree boscate lungo linee a gomito.

4.     Il piano delle piste da sci è rinverdito con specie erbacee. Qualora sia necessario ricostituire il soprassuolo vegetale ai lati della piste, valgono le prescrizioni dettate per le strade e le ferrovie.

5.     Si può prescrivere che le tagliate prodotte nei boschi per la costruzione di impianti a fune vengano ripiantate con specie adatte di altezza tale da non interferire comunque con gli impianti.

 

16               Art. 16  Cave e discariche a cielo aperto

1.     I siti per le cave e le discariche a cielo aperto sono scelti tenendo conto del paesaggio circostante, evitando di distruggere o alterare superfici boscate e paesaggi agrari di elevato valore. È ammessa la localizzazione di cave in aree boscate quando siano necessarie per l'estrazione di materiale non reperibile altrove.

2.     Lo stato delle cave alla fine della coltivazione e delle discariche alla fine dell'utilizzazione è coerente con il paesaggio circostante e tale da ricostituire il soprassuolo precedente (bosco, coltivi) oppure da produrre, soprattutto in paesaggi piatti e uniformi di non grande valore, un'evidenza positiva che si inserisca come elemento di varietà e di arricchimento: si considerano ad esempio elementi evidenti in una pianura coltivata di basso pregio le collinette boscate e le aree naturalizzate con acqua.

3.     Lo scavo a fini estrattivi e il rimodellamento di cave e discariche seguono linee morbide e pendenze non eccessive in modo da inserire armoniosamente tali manufatti nel paesaggio. Si evita di dare forme in planimetria corrispondenti alla semplice forma delle particelle catastali in disponibilità dell'impresa, quando non sia coerente con il paesaggio o risulti eccessivamente artificiale.

4.     I progetti di coltivazione e ripristino di cave adiacenti anche di diversi proprietari in pianura piatta o ondulata, quando non prevedano il completo ritombamento, prevedono l’eliminazione dei setti fra di esse per ricavare per ogni gruppo di cave un’unica bassura modellata in modo armonioso.

5.     Le scarpate delle cave in pianura, una volta rimodellate hanno pendenza non superiore al 20% e sono prive di terrazzamenti, salvo i casi in cui la morfologia delle aree circostanti consigli a fini di inserimento paesaggistico pendenze o forme diverse.

6.     Le cave e le discariche presentano la minima superficie necessaria in corso di trasformazione, avendo cura di rimodellare e ove occorre rinverdire con fasi brevi le parti già utilizzate.

7.     Si può prescrivere che le discariche siano mascherate con cortine arboree ed arbustive.

 

17               Art. 17  Impianti tecnologici ed edifici industriali

1.     Gli impianti tecnologici e gli edifici industriali e per allevamenti industriali adiacenti a superfici boscate o in aree a prato, pascolo o coltivo, quando siano visibili da strade asfaltate o quando siano inseriti in aree di pregio paesistico, sono mascherati da quinte vegetali costituite da elementi arborei ed arbustivi, perlomeno lungo i lati in cui siano visibili da luoghi di passaggio; le aree di pertinenza, negli spazi liberi da strutture e non utilizzati salvo quelli pertinenti ad attività disciplinata da normativa antincendio, sono rinverdite con piantagioni. Si può omettere il mascheramento quando gli impianti non provocano alterazione al paesaggio.

2.     Quando possibile, in luogo di fasce vegetali di larghezza ristretta e regolare attorno agli impianti ed edifici industriali, i mascheramenti sono realizzati mediante superfici alberate di forma non geometrica con vegetazione arborea e arbustiva compatibile con il paesaggio circostante. Può essere prescritta la mascheratura anche mediante terrapieni con superfici ricoperte da prati o da vegetazione legnosa, aventi altresì la funzione di ridurre l'inquinamento da rumori e da odori.

 

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Questa pagina è stata redatta dall'arch. Roberto Barocchi.
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