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FATTIBILITÀ DI UN PARCO DEL PAESAGGIO DI NOTTE

 

PREMESSE

Visitando la fabbrica SIMES a Corte Franca (Brescia), che produce con un livello di eccellenza impianti per l’illuminazione degli esterni, mi sono chiesto come applicare l’illuminazione al paesaggio. Nel 2003 avevo organizzato un workshop per studiare la realizzazione di un parco del paesaggio in cui con dei semplici strumenti si potessero, lungo un percorso, leggere gli elementi più significativi del luogo[1]. E se provassimo a pensare qualcosa del genere che funzioni anche di notte? mi sono chiesto. Quello che segue è il risultato.  

SINTESI

È possibile realizzare in un’area di elevato valore paesaggistico un percorso da cui leggere il paesaggio anche di notte mediante l’uso di luci che si accendano in sequenza ed eventualmente con l’integrazione mediante suoni, musiche o parole. Lo scopo è culturale, in quanto una tale esperienza intensifica la percezione e la comprensione di elementi di un paesaggio, ma ha anche una valenza di attrazione turistica in quanto un tale parco produrrebbe forti suggestioni nei visitatori. Utilizzando aree di valore naturale o storico esistenti la realizzazione di un tale parco avrebbe presumibilmente un costo non elevato. In Italia non esistono a quanto si sa luoghi chiamati parco paesaggistico[2]. Chi lo realizzasse per primo ne avrebbe una progenitura che farebbe notizia e potrebbe quindi contare su una buona divulgazione attraverso gli organi di stampa.  

IL BISOGNO DI PAESAGGIO

Il paesaggio é l’insieme di forme di un luogo e delle relazioni fra di esse: insomma, è l’aspetto di un luogo[3]. Un paesaggio di qualità deve avere due caratteristiche: essere bello, per produrre piacevolezza, ed essere identificativo del luogo di cui é l’aspetto (valore identitario). Un paesaggio in sé piacevole, ma senza valore identitario risulta falso: può piacere a persone di basso livello culturale, ma disturba chi ha una buona cultura estetica[4].

 Noi abbiamo un forte bisogno di buoni paesaggi: per ricrearci andiamo in vacanza in luoghi belli; se cerchiamo casa preferiamo una casa “con vista”, potendocela permettere; quando andiamo in un albergo preferiamo una “camera con vista”, che generalmente costa di più di una camera che si affaccia sul retro. Il paesaggio è tale da condizionare talvolta anche le nostre decisioni[5].  

PERCEPIRE E APPREZZARE UN PAESAGGIO

Un luogo in cui il paesaggio diviene spettacolo mediante strumenti che amplifichino la sua suggestione potrebbe produrre una forte attrazione e consentire di comprendere meglio l’aspetto del luogo e i suoi particolari.

Quando percorriamo un luogo di alto valore paesaggistico ne apprezziamo la bellezza, ma riceviamo perlopiù solo una sensazione tanto più fuggevole quanto maggiore è la velocità che teniamo:

·         in automobile avremo soprattutto una superficiale impressione d’insieme;

·         andando a piedi ci ricorderemo dei particolari, alcuni dei quali ci resteranno più impressi perché le immagini permarranno per più tempo consentendoci di notare più elementi del paesaggio e potremo anche fermarci a guardarli;

·         se facessimo un percorso a piedi con delle stazioni in cui fermarsi a leggere gli elementi del paesaggio, aiutati da attrezzi che lo inquadrano e magari da brevi didascalie, potremmo osservare e comprendere meglio i suoi elementi (alberi, prati, manufatti, corsi e specchi d’acqua) e ne avremmo una maggiore suggestione che rafforzerebbe la piacevolezza dell’ esperienza e nel contempo ci aiuterebbe ad osservare e ricordare meglio[6]. L’esperienza suggestiva potrebbe tradursi in forte attrattiva.  

L’EFFETTO SUL TURISMO

In un piano di marketing turistico vanno valutate non solo la domanda (le caratteristiche qualitative e dimensionali delle varie categorie di turisti che possono essere interessati) e l’offerta ricettiva (la disponibilità di attrezzature ricettive e di servizio connesse), ma anche l’offerta attrattiva. Affinché una località turistica sia frequentata non basta infatti la disponibilità di posti letto: occorrono anche dei motivi di attrazione.  

Le attrazioni di un luogo turistico possono distinguersi in primarie e secondarie:

·         sono primarie le spiagge nelle località marine, le spiagge e il paesaggio nelle località lacustri, le montagne d’estate e i campi da sci d’inverno nelle località montane;

·         sono secondarie, ma comunque importanti, tutte quelle attrazioni che vengono usufruite dai turisti e villeggianti nei periodi in cui non si dedicano alle attrazioni primarie: ad esempio chi va in vacanza in una località marina non passa in genere il suo tempo sulla spiaggia dalla mattina a notte inoltrata, ma vuole occupare il proprio tempo residuo (pomeriggio e sera o nelle giornate piovose o anche nei giorni di bel tempo quando vuol fare qualcosa di diverso) in altre attività.

Gli acquasplash, gli zoosafari, i minimundus e anche i centri, borghi ed edifici storici (castelli, abbazie) sono esempi di attrazioni che attirano molti visitatori, sia villeggianti (turismo stanziale), sia, anche in stagione e fuori stagione, turisti di passaggio o venuti apposta (turismo diffuso). Per il turismo diffuso divengono poi attrazioni primarie perchè sono lo scopo del viaggio.  

L’IDEA

Disponendo di un’area sufficientemente vasta, con un percorso possibilmente di 500 – 2.000 m la si può attrezzare con semplici attrezzi sagomati, che potremo chiamare guardatoi,[7] posti in vari punti del percorso (stazioni) che, incorniciando degli scorci, ne mettano in evidenza il valore estetico e identitario. L’area dovrebbe essere possibilmente varia, ad esempio comprendendo un corso o specchio d’acqua o anche manufatti storici.

Per la fruizione notturna l’area verrebbe dotata di un sistema di illuminazione con gruppi di lampade che mediante fotocellule si accenderebbero con la presenza di visitatori ad ogno stazione evidenziando gli elementi più suggestivi con una funzione analoga a quella dei guardatoi.

Il sistema di illuminazione dovrebbe inquadrare gli elementi (un albero o gruppo di alberi, un prato fiorito, un roseto, un ruscello, uno specchio d’acqua, un manufatto o loro gruppi) in modo omogeneo per cui, piuttosto che lampade da terra, sono da prevedere proiettori nascosti e opportunamente direzionati.

Il sistema potrà avere una dinamica spaziale illuminando in sequenza i vari particolari di una veduta e poi magari l’insieme di essi. Non sembra opportuna, salvo forse casi eccezionali, una dinamica cromatica, essendo lo scopo del sistema di illuminazione quello di rendere il senso estetico – identitario dei vari elementi e di loro insiemi; sarà quindi preferibile usare temperature di colore che ne rendano l’aspetto naturale.  

SUONI

L’aggiunta di suoni dovrebbe aumentare la suggestione delle cose viste. Si possono considerare le seguenti categorie:

·         musica di sottofondo: non sembra adatta nella visione di aree naturali o seminaturali; potrebbe essere usata ove si mostrino manufatti antichi;

·         suoni: tonalità sonore possono produrre effetti suggestivi: ad esempio fruscii, suoni di acqua scorrente ecc.;

·         parole: nomi sussurrati delle specie vegetali illuminate possono dare informazioni in modo suggestivo; si potranno anche riprodurre versi poetici, come “Chiare, fresche, dolci acque...” mostrando un corso d’acqua o “L'albero a cui tendevi la pargoletta mano...” mostrando degli alberi.  

E SE UN GIARDINO

Non sempre si può disporre di un’area sufficientemente vasta e varia per realizzare un parco del paesaggio[8]. In un giardino pubblico, o anche in un giardino privato si potranno omettere i guardatoi e allestire un miniparco del paesaggio notturno con l’uso delle luci ed eventualmente di suoni.  

A CHI RIVOLGERSI

Per realizzare un tale parco, interlcutori possono essere I Comuni, le Province, gli Enti per il turismo. Potrebbe forse essere interessata la direzione del parco Sigurtà a Valeggio sul Mincio. Anche una grande casa vinicola potrebbe allestire un parco notturno nelle sue tenute, comprendendovi ovviamente non solo vigne, ma anche aree boscate, a prato, giardini e anche l’esterno della cantina se di elevata qualità architettonica.

 

Trieste, 19 maggio 2012

arch. Roberto Barocchi



[1] Il workshop, organizzato a Tolmezzo e Villa Santina nel 2003 per conto dell’ISPAR – istituto per lo studio del paesaggio rurale, associazione ora non più attiva, con la partecipazione della Fondazione Benetton di Treviso, aveva per titolo “Un parco del paesaggio nelle Colline Carniche”. In tale workshop proposi di realizzare un percorso lungo un tratto del fiume tagliamento in Comune di Villa Santina con dei semplici attrezzi che, puntati su alcuni scorci, ne amplificassero il valori estetico ed identitario, così come una cornice, facendo concentrare lo sguardo su un quadro, ne intensifica il valore e la suggestività.

[2] In Germania sono stati realizzati dei landshaftpark che attirano molti visitatori recuperando aree minerarie dismesse.

[3] Esistono varie definizioni di paesaggio; riporto la definizione della scuola percettivista, che mi pare l’unica corretta. Per altre definizioni vedasi www.ilpaesaggio.eu/cosè.htm .

[4] Ad esempio i villaggi Outlet, che fanno finta di essere borghi antichi, sono irritanti per il loro aspetto falso e sono classificabili fra i non luoghi.

[5] L'Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano ha fatto assaggiare a 40 persone 2 bicchieri di vino, dicendo loro che uno proveniva da un luogo bello, l’altro da un luogo brutto. In realtà il vino era lo stesso. Delle persone intervistate, i 5 enotecnici hanno dichiarato che il vino nei 2 bicchieri aveva la stessa qualità, ma 7 studenti hanno dato un punteggio di 20/100 al vino dichiarato del luogo non bello e 75/100 al vino dichiarato del luogo bello. 9 produttori (persino loro) hanno dato rispettivamente 30/100 e 65/100; 19 consumatori 45/100 e 55/100.

[6] É noto infatti che il ricordo di un fatto o di una cosa é molto rafforzato se a ciò é legata una forte sensazione.

[7] In un convegno sul paesaggio del vino tenutosi nell’Astigiano proposi di usare delle barriques esaurite come guardatoi, togliendo uno dei due fondi e ricavando nell’altro un’apertura sagomata in modo da incorniciare gli elementi da osservare e coprire gli eventuali elementi deturpanti. All’interno delle barriques si possono inserire brevi testi esplicativi.

[8] L’area oggetto del workshop di cui alla nota 1 comprende un tratto del fiume Tagliamento, boschi, un piccolo colle con dei ruderi, una cascata e una fortificazione del vallo del Littorio con un percorso di circa 500 metri.

 


 

 

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