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ISPAR Istituto per lo studio del paesaggio e del'architettura rurale |
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Pagine sul paesaggio |
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Il rapporto opera - paesaggio 3 Integrazione
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Integrazione
per non interferenza Un'opera
può integrarsi nel paesaggio in
due modi:
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Non interferenza significante e non interferenza non significante Gli
elementi non interferenti hanno la caratteristica di produrre rumore visivo,
ma non stonature |
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Un bel caso di integrazione per non interferenza significante: l'edificio in acciaio e vetro dell'arch. Valle in via Mercato Vecchio a Udine; l'integrazione con gli edifici antichi o vecchi della via è perfetta. |
La
non interferenza è divisibile in due sottotipi: un manufatto può essere
non interferente perché insignificante: ad esempio una cabina
telefonica di forme discrete in una piazza antica; oppure può essere non
interferente, ma significante: un bell'edificio moderno inserito in un
tessuto edilizio antico del qual è chiaramente estraneo, producendo un
effetto estetico positivo in quanto non prevale sul contesto, ma vi convive
con un proprio messaggio (non interferenza significante) Un elemento non interferente non significante produce rumore visivo interrompendo nel punto in cui si trova l'unità della veduta, quindi più elementi di quel tipo possono "rovinare l'immagine":un cassonetto delle immondizie o un automobile che passa producono poco rumore e quindi poco danno, una quantità di cassonetti, cartelli, cabine del telefono, automobili danneggiano la veduta fino a volte a renderla scarsamente apprezzabile. Un elemento non interferente significante può appannare la veduta, ma è comunque in sé un elemento di interesse che può anche produrre un nuovo equilibrio. |
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Il
piccolo
sgorbio bianco (ove
si discetta sulla differenza fra un tendone e una veranda)
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La veranda, ora demolita, davanti
all'hotel |
A
Trieste qualche volta se pol.
(si
può; normalmente no se pol: non si può) Basta ottenere
tutti i permessi e finalmente si possono fare, a dispetto dei vari vincoli,
anche cose non belle. |
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Ma
perché nessuno prima protestava? Perché fra una pedana con tendone e una tale veranda c’è una bella differenza, anche se le dimensioni sono le stesse. La prima, così come il tendone e i tavolini dell’antistante caffè degli specchi, era percepita come oggetto di arredamento e quindi come elemento non interferente: produceva un po’ di rumore visivo, ma non proprio una stonatura. La veranda appare come un’aggiunta di volume, una superfetazione, insomma. È quindi una brutta stecca nella sinfonia della piazza, contornata da palazzi di architettura non eccelsa, ma in vario modo dignitosa, e che comunque nell’insieme producono un paesaggio di elevato valore. Come certi cantanti non bravissimi come solisti, ma ben affiatati, che fanno parte di un pregevole coro. Che si doveva fare allora? O progettare una veranda evidente tanto bella da divenire l’attrazione della piazza (cosa, penso, soverchiamente difficile) o darle una veste non interferente, come quello che c’era prima (cosa comunque non facile). Oppure lasciare le cose come stavano, non essendo scritto da nessuna parte che un albergatore possa ampliare il suo albergo a proprio piacimento anche a costo di rovinare un bel paesaggio. Ma alfine avvenne un miracolo: con il nuovo arredo di Piazza Unità il Comune è riuscito a fare abbattere lo sgorbio bianco. |
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Uniformità |
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Un caso particolare di uniformità: il portale a sinistra è antico, quello a destra è recente. Potrebbe essere considerato un caso di mimesi, ma, trattandosi di un borgo del Carso triestino ove le forme tradizionali sono ancora vive e sono sentite come di identità della popolazione di lingua slovena, è da classificare piuttosto come un caso di uniformità. |
L'integrazione
per omogeneizzazione è il modo più comune di integrare un nuovo
elemento nel paesaggio. Se in moltissimi casi si possono compiere in questo
modo operazioni corrette, vi sono casi non infrequenti in cui l'effetto non
è positivo. |
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Gli esempi più comuni, anche se raramente producono effetti di grande
interesse, sono gli edifici recenti inseriti in tessuti edilizi dello
stesso periodo e con analoghi caratteri formali. Altri casi di uniformità riguardano il paesaggio rurale: ad esempio, la divisione dei campi con filari arborei, pratica che conserva tuttora validità funzionale e va favorita. Nei nuclei tradizionali l'uniformità rafforza il senso di tipicità delle forme: un carattere tipico, infatti, è percepito più fortemente come tale quando è generalizzato a tutti gli edifici di un abitato. |
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La
mimesi è il modo più classico di omogeneizzazione. Ci si può limitare ad
un'integrazione parziale, ad esempio costruendo nuovi edifici con tetti in
coppi ove questa forma sia diffusa, o con
volumetrie analoghe a quelle degli edifici esistenti, sino ad arrivare a
costruzioni "in stile" che si
vorrebbero completamente mimetizzate con il tessuto circostante. |
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Un caso ancora più radicale di mimesi è la pseudomimesi, che si ha
quando si copiano forme che neanche esistono nel luogo: ad esempio, una
casetta tirolese in pianura, un edificio con archi in una periferia moderna.
La paramimesi è una mimesi parziale, per materiali o per forme.
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Un caso di paramimesi per forma: l'arco a destra, esistente, fu costruito in cemento negli anni '50 con funzione strutturale; l'arco a sinistra, costruito negli anni '90, è finto: la struttura portante è una soletta in cemento e la forma ad arco è data da due sottili pareti fra le quali, guardando da sotto in su, si vede la soletta piana. |
Paramimesi per materiali, si
hanno quando si cerca di rendere meno dissonante un elemento estraneo ad un
paesaggio costruendolo in un materiale meno estraneo: è il caso dei pali di
una linea elettrica in un bosco costruiti in legno o di un cunettone in
elementi prefabbricati di cemento rivestiti in pietra (cosa che andrebbe
evitata perché evidentemente falsa).
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Infine,
l'omogeneizzazione per coerenza è il metodo che, almeno in teoria, dovrebbe
produrre i migliori risultati,
consentendo opere che non nascondono la loro contemporaneità, ma che non
stridono con il paesaggio in cui si inseriscono. L'omogeneizzazione per
coerenza ha delle analogie con l'integrazione per non interferenza. Ad
esempio, il muro di sostegno di una scarpata a monte di una strada
forestale, citato come esempio di non interferenza
con il paesaggio vegetale del bosco, si integra con la strada per coerenza
apparendo, se ben realizzato, come necessario elemento costruttivo
della strada stessa. Se però fosse alto 10 metri, potrebbe dare
l'impressione di un manufatto troppo grande per una strada tanto modesta e
conseguentemente parrebbe interferire con la strada ed anche, in definitiva,
con il bosco. |
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Acquisizione L'acquisizione non è un rapporto, ma un
processo mentale, per il quale ciò che all'inizio appare stonato o
estraneo, poi, con il tempo, diviene familiare.Il paradosso della torre
Eiffel è un caso esemplare di acquisizione: quando fu costruita provocò
scandalo, ma produrrebbe altrettanto scandalo chi la volesse oggi demolire:
da traliccio di ferro estraneo alla città è diventato, nell'immaginario
collettivo, il simbolo di Parigi.
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Il sentiero sulla sinistra, con gallerie, era un tracciato ferroviario. Costruire oggi una ferrovia in quella valle, che è una riserva naturale, non sarebbe ammissibile, ma il manufatto ottocentesco è entrato nell'immagine della valle e ne è divenuto un elemento caratteristico. |
Rientrano in questo caso le opere estranee al paesaggio circostante che col tempo, per una forma di familiarità visiva, sono divenute elementi positivi del paesaggio. L'ex ferrovia Erpelle - Cosina, nel tratto che passa in Val Rosandra presso Trieste, è divenuta un elemento caratteristico della valle; eppure, se la si dovesse costruire oggi, provocherebbe vivaci e giustificate reazioni da parte degli ambientalisti. La ferrovia Pontebbana è stata acquisita nel paesaggio della Valcanale e, quando sarà dismessa, il suo stato di rudere la renderà paesaggisticamente forse ancora più interessante. Edifici oggi antichi costruiti facendo violenza ad un tessuto edilizio ancora più antico sono divenuti monumenti da tutelare e ci appaiono belli e per niente dissonanti con il contesto. Poiché l’acquisizione è un processo mentale piuttosto che un rapporto, un’opera può essere allo stesso tempo dominante (come la torre Eiffel) e acquisita, oppure evidente (come l’ex ferrovia in Val Rosandra) e acquisita. |
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Questa pagina è stata redatta dall'arch. Roberto Barocchi,
Può essere riprodotta citando il nome
dell'autore e dandone comunicazione a
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