Il sito del paesaggio
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I casi
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Decapitare un
monte per ampliare una cava
Leggi il parere
paesaggistico elaborato per il Comune di Maniago (l'attuale
amministrazione è contraria alla cava mentre la precedente era
favorevole). |
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Le foto e le
elaborazioni sono di Francesco Venier del Comitato SOS S. Lorenzo
A
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Una diga con forte impatto visivo per altre immagini i e informazioni su questo caso: www.comunearba.it
immagini tratte dal sito del Comune di Arba www.comunearba.it Sul fiume Meduna in provincia di Pordenone, nella stratta di Colle la regione vuole costruire una diga. Il Comune di Arba è contrario, paventando gravi effetti negativi per la popolazione e proponendo una soluzione alternativa meno costosa e impattante rispetto alla diga. Sotto il profilo paesaggistico (ma andranno poi considerati altri aspetti, quali gli effetti sui beni naturali e quelli di carattere socioeconomico), la diga appare, dai fotomontaggi, molto impattante (anche se, a dire il vero, il ponte in primo piano non è dei più eleganti). Non sempre le dighe producono disastri sotto il profilo paesaggistico: possono talvolta, anche per un effetto di superdominanza, apparire degli elementi notevoli del paesaggio. In ogni caso, qualora venissero superati gli altri problemi e si decidesse di costruire la diga, sarà necessario considerare attentamente anche l'aspetto paesaggistico, poiché una così rilevante alterazione paesaggistica produrrebbe un danno socioeconomico notevole, per la perdita di identità e di attrattiva del luogo. |
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il caso è stato segnalato da Giancarlo Giombetti, Frascati
Vi invio delle foto ed un breve
commento su di un grave caso urbanistico edi aggressione al paesaggio che
"giace" dal 2003, anno delle prime segnalazioni delle associazioni
ambientaliste. L’edificio è situato “a bellaposta” a pochi metri dal confine del Parco regionale dei Castelli romani, nel territorio del Comune di Artena ma comunque all'interno di un Sito d’interesse comunitario (“Cerquone-Doganella”), l’opera, inoltre, insiste sulla "Zona di rispetto" del Consorzio Acquedotto Doganella, a pochi metri dalle zone a più alta tutela. Per quanto riguarda il valore Paesaggistico del luogo che stiamo trattando credo che le foto allegate rendano l’idea del devastante impatto visivo causato dalla costruzione. Va tenuto in conto che “La “Doganella è una delle poche aree ancora sostanzialmente integre dei Castelli romani. Le foto, di epoca diversa, si riferiscono al cantiere aperto nel 2003 e ad oggi fermo dopo le reiterate segnalazioni delle Associazioni ambientaliste. Rispetto alle foto del gennaio 2006 l’edificio oggi risulta “tamponato” quindi essenzialmente ultimato nella struttura. Per ulteriori informazioni: g.giombetti@virgilio.it Foto 1 - gennaio 2006 - L’immobile quasi ultimato, in primo piano l’area dell’ex Laghetto della Doganella invasa dalle acque delle piogge invernali. Sullo sfondo le pendici della catena Tuscolano-Artemisia. Foto 2 - da Google Earth- Il devastante impatto visivo sul paesaggio causato dalla costruzione reso evidente da una ripresa dall’alto, seppur virtuale. Foto 3 - 4 a sinistra l’immobile in costruzione, anno di inizio lavori il 2003, a destra una delle residenze del committente, anno di inizio lavori il 1598.
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Questa pagina è stata redatta dall'arch. Roberto Barocchi,
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forme di tutela: