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Cos'è il paesaggio
Le scuole di pensiero
Su cosa sia il paesaggio dibattono più
scuole di pensiero.
Secondo gli scientifico - ecologisti esso è l'insieme delle cose e
delle relazioni fra di esse, ma sbagliano perché lo confondono con
l'universo che è l'insieme di tutte le cose e delle relazioni fra di esse
o, in senso più stretto, con l'ambiente, che è tutto ciò con cui ognuno di
noi è in relazione.
Secondo gli storicisti esso è il risultato dell'evoluzione della
Natura e dell'azione dell'uomo. Hanno perfettamente ragione, ma non è
una definizione, bensì una ovvia constatazione. Sarebbe insomma come dire
che un'automobile è il prodotto di una fabbrica d'automobili. per definire
un'automobile bisogna invece dire che è un veicolo a motore con quattro
ruote che viaggia generalmente su strada per portare alcune persone e un
bagaglio.
Secondo i percettivisti esso è l'insieme delle forme di un luogo
e delle relazioni fra di esse. Essi hanno ragione e questa è una
buona definizione. Infatti quando una commissione edilizia esamina un
progetto di un edificio da costruire in una zona soggetta a vincolo
paesistico non ne esamina la pianta o i calcoli statici, ma la forma e la
mette in relazione con l'aspetto del luogo in cui sarà costruito.
Da parte mia propongo la seguente
definizione di tipo percettivista: il paesaggio è la forma dell'ambiente.
Ciò in quanto ne rappresenta l'aspetto visibile. (BAROCCHI R., Dizionario
di urbanistica, Franco Angeli, Milano, sec. ed. 1984).
Per quanto riguarda le interrelazioni
fra universo, ambiente, uomo, possiamo compilare la seguente tabella:
universo: l'insieme di tutto ciò che esiste e delle relazioni
relazioni fra tutto ciò
ambiente: tutto ciò (quella parte dell'Universo) con cui ognuno di
noi è in relazione;
paesaggio: l'aspetto visibile di un ambiente (ovvero di un luogo,
ancorché si possa dire che certe cose visibili che fanno parte del nostro
ambiente, ad esempio le poche stelle delle tantissime che vediamo di notte
quando il cielo è terso contribuiscono a produrre il paesaggio che ognuno di
noi percepisce in quel momento);
panorama: il paesaggio come lo si vede guardandosi attorno quando si
è in un certo luogo;
veduta: il paesaggio come lo si vede da un certo luogo guardando in
una certa direzione;
immagine: ciò che ognuno di noi percepisce di una certa veduta;
percepente: chi percepisce un certo paesaggio in un certo momento da
un certo punto guardando in una certa direzione.
L'immagine che ognuno di noi ha di un luogo dipende quindi dalle forme del
luogo, che sono uguali per tutti, dal punto di vista, dalla direzione in cui
guarda e dalla personalità del percettore: l'immagine di un bosco è
percepita in modo diversi da una persona comune, da un poeta, da un
forestale, da un architetto, da un naturalista e così via.
Le definizioni ufficiali
chi conoscesse altre
definizioni ufficiali, le comunichi a
info@ilpaesaggio.eu. Saranno riportate in questo sito.
Convenzione europea del paesaggio
La Convenzione europea del
paesaggio, tenutasi a Firenze il 20 ottobre 2000 definisce il paesaggio:
una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle
popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o
umani e dalle loro interrelazioni.
Va osservato che:
-
una determinata parte di territorio altro non è che un luogo. un
territorio è una parte della superficie terrestre soggetta a una
giurisdizione (un t. nazionale, regionale, provinciale, comunale, il
territorio di un parco naturale, il territorio che un animale delimita con
la sua orina);
-
che il paesaggio sia un luogo come percepito può andare bene, se con
ciò si intende l'aspetto del luogo, cioè quei caratteri che sono percepiti;
-
in ogni caso il termine popolazioni non può essere inteso solo nel
senso di popolazioni del luogo, poiché gli aspetto do quel luogo sono
percepiti da chiunque vi sia , anche se non lo abita (ad esempio i
turisti) e l'immagine che ne ha un turista è generalmente un po' diversa da
quella che ne ha un abitante, per cui sarebbe meglio dire solo come
percepito e non anche dalle popolazioni;
-
che il
carattere di un luogo (da intendersi quindi in questo caso come l'insieme di
forme e di relazioni fra di esse) derivi dall'azione di fattori naturali e umani
è vero, ma non è una definizione, bensì una senz'altro condivisibile
constatazione.
Codice dei beni culturali e del
paesaggio
L'art.
131, comma 1 del DLgs 22 n. 42 del 2004
Codice dei beni culturali e
del paesaggio riporta la seguente definizione:
Ai fini del presente codice per
paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui caratteri
derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni.
La definizione è simile a quella contenuta nella Convenzione
europea del paesaggio, con la differenza che non vi appaiono le parole:
così come è percepita dalle popolazioni. Senza queste parole la
definizione diviene puramente scientifico-ecologista e non è quindi
condivisibile. Il fatto che le parole reciproche interazioni siano poste
dopo la congiunzione "o" è un altro aspetto della definizione che non
condivido, poiché è ovvio che fra caratteri naturali e umani vi è comunque
interrelazione, pertanto sarebbe meglio dire "e" nel constatare cosa ha
prodotto e modificato il paesaggio.
Molto importante e pienamente
condivisibile, invece, è il comma 2 dello stesso articolo che così recita: La
tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso
esprime quali manifestazioni identitarie percepibili. Infatti, se il
paesaggio deve essere bello, nel senso di essere armonioso, ordinato o anche
vario o singolare, un buon paesaggio deve essere anche identificativo del
luogo di cui è l'aspetto.
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