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il paesaggio dipende dal percepito, la sua visione anche dal percepente Se il paesaggio è l'insieme delle forme di un luogo e quindi non cambia se non cambiano le caratteristiche di quel luogo, la sua percezione non è uguale per tutti, poiché dipende dal punto dal quale lo percepiamo (panorama), dalla direzione in cui guardiamo (veduta) e, cosa importante, dal nostro modo di vedere le cose. Di un paesaggio boschivo un naturalista, un forestale, un poeta, un architetto o un ragioniere hanno percezioni diverse, poiché il primo nota soprattutto le associazioni vegetali, il secondo le caratteristiche del bosco (specie presenti, piano dominante e piano dominato, densità, ecc), il terzo troverà forse ispirazione , il quarto ne osserverà la forma anche in rapporto al contesto, il quinto , magari, dirà solo che è bello. La percezione che noi abbiamo di un paesaggio è anche di tipo temporale, nel senso che non vediamo tutti gli aspetti di quel paesaggio, ma prima i dominanti, poi, ma mano che lo osserviamo, gli altri aspetti, sempre più minuti o meno vistosi. Il giudizio che diamo di un paesaggio o di un suo elemento, come può essere un edificio o una piazza dipende molto dalla nostra cultura, ma anche dal fatto che quel paesaggio o elemento ci sia familiare o no; uno stesso paesaggio può piacere se vi siamo abituati e non piacere se risulta modificato rispetto al precedente, per un processo mentale di acquisizione o familiarizzazione.
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Val Rosandra nel Carso triestino. Il sentiero sulla sinistra, con gallerie, era un tracciato ferroviario. Costruire oggi una ferrovia in quella valle, che è una riserva naturale, non sarebbe ammissibile, ma il manufatto ottocentesco è entrato nell'immagine della valle e ne è divenuto un elemento caratteristico.
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L'acquisizione
L'acquisizione non è un rapporto, ma un
processo mentale, per il quale ciò che all'inizio appare stonato o
estraneo, poi, con il tempo, diviene familiare. Il paradosso della torre
Eiffel è un caso esemplare di acquisizione: quando fu costruita provocò
scandalo, ma produrrebbe altrettanto scandalo chi la volesse oggi demolire:
da traliccio di ferro estraneo alla città è diventato, nell'immaginario
collettivo, il simbolo di Parigi. |
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ll paradosso della torre Eiffel
... una costruzione fra tutte
destò innumerevoli ed aspri contrasti. Si tratta della famosissima torre
Eiffel innalzata nell'area dell'esposizione mondiale di Parigi del 1889
... Il progetto suscitò le proteste di molti. Una di queste - redatta da
un gruppo di artisti e letterati fra cui Zola e Maupassant - così si
esprime: "Noi scrittori, pittori, scultori, architetti e appassionato
ammiratori delle bellezze di Parigi, fin qui non offesa, in nome del
buon gusto francese protestiamo con tutte le nostre forze contro la
costruzione di questa inutile e mostruosa torre Eiffel, che lo spirito
ironico dell'anima popolare, ispirata da un sano buon senso e da un
principio di giustizia, ha già battezzato la torre di Babele. la città
di Parigi si assocerà veramente alle esaltate affaristiche
fantasticherie di una costruzione meccanica - o di un costruttore -
disonorandosi e degradandosi per sempre?"
(COLOMBO G. Il cammino dell'uomo -
civiltà e culture. Storia per la scuola media. Vol. 3, pag. 182.,
Istituto geografico De Agostini, Novara, I ed. 1991.)
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avanti: l'evoluzione del paesaggio nei secoli Questa pagina è stata redatta dall'arch.
Roberto barocchi.
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