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Come fare
per avere un buon paesaggio
Bisogna:
-
conservare i paesaggi aventi
eccezionale valore formale e di identità;
-
guidare le trasformazioni negli
altri paesaggi in modo da mantenere e se possibile accrescere i loro valori.
Per fare questo possiamo operare mediante 3 forme di tutela:
-
utela passiva: i vincoli
paesaggistici che producono due effetti: vietano di compiere certe azioni che
potrebbero alterare il paesaggio o, generalmente, sottopongono ogni azione che
può modificare il paesaggio a specifica autorizzazione. Vedi a tale proposito
il
Codice dei beni culturali e del
paesaggio.
-
tutela attiva: il ben fare; forme di tutela attiva sono la buona
progettazione degli edifici e delle altre opere, la divulgazione delle
conoscenze sul paesaggio e di buone regole di progettazione (le best practices
- buone pratiche, come si dice in linguaggio europeese), il recupero di aree
degradate, la realizzazione di attrezzature per la lettura e l'osservazione
del paesaggio.
-
tutela mediata, in quanto contiene dei divieti, ma
anche le indicazioni di dove e come fare che cosa, mediante gli strumenti di
pianificazione territoriale: dal piano territoriale regionale che può fornire
soprattutto indirizzi per i piani di grado subordinato in quanto opera a
piccola scala (generalmente 1: 100.000 - 1: 200.000) ai piani territoriali
provinciali, ai piani regolatori comunali, ai piani particolareggiati.
I livelli e le fasi
Poiché il paesaggio è l'aspetto di un luogo, esso è uno dei campi di
intervento del governo del territorio, che è l'insieme di azioni volte
a produrre il migliore e più equilibrato sviluppo possibile dio un territorio
tenendo conto della necessità di mantenere e sviluppare i suoi valori
peculiari.
Il governo del territorio opera a 3 livelli:
-
pianificazione, con cui si definiscono gli assetti e gli obiettivi a
tempi generalmente lunghi o anche indeterminati (fino alla formazione di un
nuovo piano);
-
programmazione, con cui si definiscono i mezzi finanziari, gli attori e
le modalità per perseguire gli obiettivi dei piani;
-
gestione con cui si opera per realizzare gli obiettivi dei piani con i
mezzi e le modalità dei programmi: si redigono regolamenti, si progettano le
opere, si appaltano i lavori, si fa la gestione dei beni e servizi.
La scelta delle opere che incidono sul paesaggio avviene in due fasi:
-
mediante gli strumenti di pianificazione decidendo dove si può o si
deve fare che cosa (ad esempio dove far passare una strada, dove collocare le
zone di espansione residenziale, quali aree destinare a parco urbano ecc.) e
fissando alcune caratteristiche che tali opere devono avere (norme edilizie,
standard urbanistici);
-
mediante gli strumenti di progettazione delle opere stesse.
I tre momenti
Sia in fase di pianificazione che di progettazione occorre procedere in tre
momenti:
-
valutazione del valore paesaggistico delle varie parti del territorio
che si intende pianificare o del luogo in cui si intende realizzare un'opera,
sia essa un edifici, una strada o altro; questa valutazione va fatta con carte
di classificazione qualitativa del paesaggio.
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scelta del più adatto rapporto opera - paesaggio, cioè del rapporto che
l'opera deve avere con l'aspetto del luogo in cui si colloca; tale scelta
dovrebbe essere sempre fatta nella fase di progettazione, mentre nella fase di
pianificazione può essere necessaria almeno in alcuni casi, ad esempio quando
si stabilisca l'altezza massima degli edifici di una zona residenziale o
l'aspetto che dovrà avere una strada o una cava alla fine della coltivazione
in relazione al paesaggio in cui si colloca.
-
applicazione di buone regole: ad esempio nella progettazione di una
strada si dovrebbe definire il tracciato, quando possibile, come successione
di curve ampie e non di rette, prevedere scarpate con pendenze lievi e ben
raccordate, curare anche l'aspetto architettonico, progettare in modo accurato
le opre a verde.
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