Il sito del paesaggio

 


LINK; APPENDICI: glossario norme nazionali  norme regionali carte e  convenzioni  altre buone regole manuali e testi
PAESAGGI DEL VINOI CATTIVI PAESAGGI I BEI PAESAGGI PROBLEMI DEL PAESAGGIO
 


cos'è il paesaggio; il valore del paesaggio; come percepiamo il paesaggio; l'evoluzione del paesaggio nei secoli; i due  tipi di alterazioni del paesaggio ; come fare per avere un buon paesaggio; pianificazione e paesaggio; come pianificare in modo rispettoso del paesaggio;
la classificazione del paesaggio ;
il valore identitario ; i rapporti opera - paesaggio; sostituzione ;  rapporti forti;  integrazione; nascondimento;
le buone regole

 

 

I cattivi paesaggi: piccola mostra di orrori paesaggistici

Questa pagina contiene immagini di casi negativi.

Chi vuole inserire altre immagini le invii a info@ilpaesaggio.eu Saranno inserite con il nome di chi le ha inviate.

 

 

Uno splendido paesaggio storico, Alberobello (nella prima foto), rovinato dal caos edilizio (seconda foto). Immagini inviate da Donato Bimbo.

 

 

A Rovereto Una casa adiacente a una graziosa chiesetta è stata "restaurata" aggiungendo a sinistra delle finestre di dimensioni incongrue e, quel che è peggio, finte scrostature dell'intonaco per mettere in evidenza parte della modesta trama dei muri in pietra.
 

Vicino a Rovereto una cantina allora ancora in costruzione con un coacervo di forme pseudomimetiche (forme pseudo antiche che neanche esistono sul luogo).

Un capannone industriale adattato a balera e travestito da improbabile castello alla periferia di Ghemme in Piemonte, esempio preclaro di orrenda pseudomimesi.


Vicino a Cividale, in Friuli, un bel paesaggio collinare è deturpato da questa esposizione di tini in acciaio. A Cividale abbiamo redatto la Carta del paesaggio del vino, applicando la quale queste cose non si dovrebbero fare.

 

 

Nella bella campagna toscana, a Terricciola, una casa colonica in rovina è stata in parte soparaelevata e, quel che è peggio, munita di un improbabile portico con archi ribassati in cemento.

Un ingombrante e incongruo serbatoio entro il borgo storico toscano di Terricciola.

Questo viadotto, che da lontano appare di una certa eleganza per un effetto di superdominanza, incide pesantemente e negativamente sul grazioso paesaggio rurale della valle dell'Ospo, in Slovenia. Meglio sarebbe stato abbassare la quota della strada, allungare un po' i tratti in galleria e, al posto del viadotto per il tratto attraversante la valle, costruire un rilevato rimodellando la parte terminale della valle.

Un cattivo paesaggio postale: alcuni anni fa un francobollo, con l'intento di mostrare un bel luogo d'Italia, ha involontariamente celebrato la cementificazione delle coste.

In un paesae del Belice, dietro a case ancora diroccate dal 1968 spunta la struttura in cemento di un palazzo alto del tutto incongruo con il tessuto omogeneo di antiche case a schiera. Il terremoto ne ha bloccato la costruzione, ma nessuno lo ha ancora demolito.

Il santuario mariano di Monte Grisa sopra Trieste, edificio in sé non brutto,  rompe la meravigliosa continuità del ciglione carsico che corre lungo la costa per una ventina di chilometri. Si tratta di un elemento del paesaggio fortemente interferente.

Queste due stuoie coperte d'erba sono un esperimento fatto nel tentativo di mascherare una parete di roccia verticale coperta di spritz beton nel cantiere di costruzione di una diga in Friuli. La foto è stata presa qualche anno fa e spero che il direttore dei lavori abbia accolto le mie accorate esortazioni a non travestire le pareti cementizie da improbabili prati verticali. La soluzione sta nel ridossare della terra alla base della parete e piantare delle piante anche rampicanti. E se poi la parete non sarà coperta interamente dal verde, pazienza, almeno non sarà un plateale falso.
 

In piazza Unità a Trieste, una delle più belle piazze del mondo, negli anni '90 fu costruita davanti a questo bel palazzo ottocentesco l'orrenda veranda bianca che si vede nella foto, costituente un elemento fortemente interferente. Per fortuna alcuni anni fa è stata demolita e il palazzo è tornato alla sua forma originaria. Vedasi la finestra Il piccolo sgorbio bianco nella pagina integrazione.

 

Nella prima foto, tre platani potati in inverno e fotografati alla fine di maggio mostrano un misero aspetto di attaccapanni con qualche rada foglia. Dietro di loro il quarto platano, potato l'anno prima, ha ancora un apparato fogliare scarso, mentre l'albero a destra e il platano della seconda foto, non potati da vari anni, mostrano un grande rigoglio. Le potature non fanno bene agli alberi e spesso sono eccessive per un malinteso senso di prudenza, producendo danni fisici agli alberi ed estetici al paesaggio urbano. Sull'argomento vedi la pagina: Potature e paesaggio
 

Due casi Abusivismo al Parco di Vejo. Negli ultimi tempi, sono state fatte alcune demolizioni di manufatti abusivi  solo in località ricadenti nel territorio del Comune di Roma  mentre nei territori ricadenti negli altri comuni del parco la situazione è quella illustrata dalle immagini. Foto inviata da Luca Bellincioni.

 

Ville a Malibu. L'arroganza dello pseudomoderno.
Segnalato dall'arch. Livia Comandini.

 

Una collina trasformata in ziggurat. Si presume che prima la collina fosse coperta dal bel bosco che ancora la circonda.

Una cantina dalle forme caotiche domina da una collina vitata. Meglio sarebbe stato darle forme più discrete, costruirla in basso e lasciare sulla cima della collina una cornice boscata.

Un'altra cantina, qui in forma di capannone industriale, domina dall'alto di una collina.

Degrado del paesaggio della spiaggia ai piedi dello splendido villaggio marinaro medievale di Sperlonga (LT), considerato uno dei borghi più belli d'Italia. Foto inviata da Luca Bellincioni.
 

Capannoni sparsi nella Tuscia presso l'area archeologica di Ferento vicino Viterbo. Esempio del degrado in atto delle splendide campagne della Tuscia.  Paradossalmente tali strutture nascono per ospitare attività collegate all' agricoltura, segno della perdita del tradizionale legame tra agricoltura e paesaggio! Nei pressi di Ferento è visibile l'agglomerato ritratto nella foto, che  devasta il paesaggio etrusco godibile tutt'intorno. Sarebbe necessario il   spostare queste strutture  nell'area industriale  di Viterbo. Foto inviata da Luca Bellincioni.
 

Degrado e speculazione sopra Maratea in Provincia di Potenza  nell'incantevole scenario del Golfo di Policastro e ai margini del Parco Nazionale del Pollino, si "ammira" una sorta di manuale del degrado edilizio, con scheletri abusivi abbandonati, un'enorme cava tuttora funzionante, un ciclopico villaggio turistico più altri villaggi sparsi, un gigantesco viadotto che si innalza con curvoni vertiginosi verso la cima del soprastante Monte San Biagio, dominato a sua volta, come se non bastasse, da una colossale statua del Redentore. Foto inviata da Luca Bellincioni.
 

Foto emblematica dello sfregio che costituisce l'elettrodotto che attraversa i Monti Ernici (FR) più o meno da Guarcino (FR) a Morino (AQ), passando in alta quota sullo splendido ed alpestre altopiano di Campovano. Notare il contrasto tra il paesaggio fiabesco, fatto di rocce e foreste, e l'intruso di ferro. Foto inviata da Luca Bellincioni.

Panorama da Boville Ernica (FR):  urbanizzazione in atto delle campagne ciociare.   Anche se è ancora un gradevole paesaggio rurale, è visibile il fenomeno dell'insediamento sparso, che peggiora sensibilmente nel versante delle campagne rivolto proprio verso gli Ernici. Non si è ancora giunti alla saturazione del territorio in pieno stile napoletano delle aree di Frosinone e Sora-Isola del Liri, ma tale saturazione potrà essere raggiunta. Un inurbamento sparso ma non totalizzante come questo si può attenuare con  rimboschimenti   intorno ai nuclei sparsi. Foto inviata da Luca Bellincioni.
 


Panorama da Artena (RM): caso eclatante del Lazio di urbanizzazione selvaggia e consumo del territorio nelle campagne della Valle del Sacco.Foto inviata da Luca Bellincioni.

 


Porto Cervo in Costa Smeralda, Olbia. Questo paesaggio, che può apparire ameno a persone di bocca buona ed è comunque migliore di tanti paesaggi di villette che si vedono in Sardegna, perché disegnato in modo unitario, viene messo nella rubrica dei cattivi paesaggi per l'edilizia  caratterizzata da un finto stile vernacolo che dà una sensazione di falso.

 

L'ecomostro di Castelnuovo ne' Monti in provincia di Reggio Emilia, che faceva orrenda mostra di sé dagli anni '60 è stato abbattuto il 28 maggio 2006 con una festa. L'edificio, mai completato, è un elemento incongruo  e fortemente interferente con il paesaggio circostante, sia per la forma, sia per le spropositate dimensioni.
La foto è stata inviata da Corrado Olmi, www.biennaledelpaesaggio.it
 

Un imponente traliccio nella campagna. I tralicci non sono delle vere e proprie stonature, ma dei rumori visivi. Se ascoltiamo una musica, una stonatura ci fa ritenere che sia mal eseguita e di solito smettiamo di ascoltarla; ma qualche rumoretto di fondo non ci fa smettere, se la musica è bella e se i rumori non sono troppo fastidiosi. Guardiamo con piacere un'antica fotografia anche se ha qualche macchia (rumori visivi). Anche in un paesaggio possiamo trovare dei rumori visivi, elementi che percepiamo come estranei e casuali: tralicci, cassonetti delle immondizie, automobili. Se i rumori sono pochi possiamo mentalmente isolarli e apprezzare ugualmente un bel paesaggio, se sono tanti, allora sono coprenti e il fastidio che producono è forte.

Vi sono poi casi in cui i tralicci sono così grandi da non costituire più de rumori visivi, ma delle vere e proprie stonature, interferendo fortemente con il paesaggio come elementi dominanti e dissonanti. Foto inviata da Luca Bellincioni.

 



Nel 2001 il Comune di Genzano ha ampliato il cimitero con un edificio alquanto ingombrante che appare come una stonatura nel bellissimo paesaggio del lago di Nemi. In paesaggi come questo un'opera dovrebbe avere un aspetto più discreto, preferendo edifici bassi (o, perché no? interati o semiinterrati). Foto inviate da Carlo Testana.


 

Un singolare obbrobrio: una palazzina eclettica svuotata in cui è stato inserito un grattacielino con le facciate in vetro. La casa è a fianco di Piazza della Rivoluzione a Bucarest, una piazza molto grande con la sede del governo e di fronte l'ex palazzo reale. L'accostamento di un corpo ipermoderno con uno di architettura tradizionale non è sempre negativo, anzi, se è fatto correttamente, è un caso di non interferenza significante, sempre meglio della mimesi ( vedi  la pagina I rapporti opera - paesaggio). Ma il nuovo è non interferente significante quando è discreto. Qui produce invece un orribile mostro. Foto inviata da Renzo Saccon. 
AGGIORNAMENTO:
Alberto Zunino mi informa che la palazzina eclettica era sede della famigerata Securitate e sostieNe che il far rinascere al suo interno un nuovo edificio gli ha dato un messaggio estremamente positivo di speranza: invece di cancellare la memoria si sono tenuti i resti per qualcosa di nuovo. Si può condividere la sua sensazione sul piano morale, ma ciò non toglie che sul piano estetico il risultato sia orribile. Magari si sarebbe potuto trovare un'altra soluzione che mantenesse la memoria di questo triste luogo, ad esempio inglobandone il rudere in un edificio di buona architettura  che lo mostrasse solo al suo interno.

Degrado nella valle del Sacco (FR) occupata da un coacervo di edifici e cave, tipico esempio dell'urbanizzazione diffusa. Foto inviata da Luca Bellincioni.

 

 

Ad Ariccia, città dei Castelli romani famosa per la piazza del Bernini, un palazzone spunta dal centro storico, rompendone l'aspetto unitario. Foto inviata da Luca Bellincioni.

A Capodimele (LT), borgo  semi spopolato inserito (forse a torto) nel club dei più belli d'italia sono state recentemente edificati edifici a schiera  invece di recuperare gli edifici storici abbandonati. Qui l'unità del borgo è rovinata dalla commistione con la nuova edificazione esterna. Foto inviata da Luca Bellincioni.

A Cori un'area collinare paesaggisticamente una volta pregevole è divenuta un coacervo di eedificato con lo sfondo di una cava abbandonata e non rimodellata. Foto inviata da Luca Bellincioni.
 


Un tipico cacotipo, un'area industriale degradata, l'area ex Aquila presso Trieste Con un buon progetto potrebbe divenire un'are a destinazione industriale di buona qualità.

 

Sul lago di Ginevra Il castello di Chillon è una delle attrazioni  ed è facile trovarne in   http://images.google.it/images tante foto.
Ma un viadotto, in sé non brutto, stona terribilmente con il paesaggio prodotto dal castello e dalla cornice di verde retrostante, ponendosi come dominante e incongruo. Per evitare questa stonatura i progettisti avrebbero dovuto usare un rapporto con il paesaggio più debole: o l'occultamento, mediante un tratto in galleria, o almeno il rapporto di coerenza, incassando la strada nella pendice rocciosa e ove possibile mascherandola con alberi. Foto inviata da Rosario Corbucci.

 

Cave sparse deturpano il paesaggio agricolo tra Alice Castello, Santhià (Vercelli) e Cavaglià ( Biella). Una distesa di cave e di discariche sta deturpando il paesaggio agricolo, le attività economiche della zona, la cultura e l'identità territoriale del luogo e dei suoi abitanti, la qualità della vita delle persone residenti.
su come inserire le cave nel paesaggio vedasi l'art. 16 nella pagina Le buone regole

Foto inviata da Anna Andorno

 

 

 

home

Questa pagina è stata redatta dall'arch. Roberto Barocchi,

Può essere riprodotta citando  il nome del sito e dandone comunicazione a  info@ilpaesaggio.eu