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Un'occasione mancata: la Carta dei paesaggi della montagna
 

 

Nel 2002, anno internazionale delle montagne, l'ISPAR ( associazione di amanti e studiosi del paesaggio) propose di varare una Carta del paesaggio della montagna. L'allora assessore regionale alla pianificazione territoriale e il Sindaco di Tarvisio accolsero la proposta. L'ISPAR preparò una bozza che venne discussa a Tarvisio l'8 settembre alla presenza dell'Assessore regionale Seganti, del Sindaco Baritussio, di rappresentanti delle regioni Emilia - Romagna e Friuli - Venezia Giulia, del CAI, della Repubblica di Slovenia e del Land Carinzia  con l'intento di presentare poi il testo approvato in un convegno internazionale.

In quell'incontro si raggiunse un accordo sul testo, che assunse il nome di Carta dei paesaggi della montagna, dando mandato all'ISPAR di apportare alcune lievi modifiche, che, per mancanza di tempo non si erano potute definire . L'ISPAR (nella fattispecie il sottoscritto che ne era allora vicepresidente) apportò le modifiche e inviò il testo ai partecipanti. Alcuni, però, invece di limitarsi a d esaminare le poche modifiche apportate, ne vollero inserire altre, per cui i tempi si allungarono in un viavai di testi. Alla fine il testo qui sotto riportato fu tradotto in tedesco e sloveno e inviato ai partecipanti stranieri, che però non risposero. L'anno internazionale delle montagne intanto era passato.

ISPAR Istituto per lo studio del paesaggio e dell’architetture rurale

In collaborazione con la Regione Friuli - Venezia Giulia,  Direzione regionale della pianificazione territoriale, Servizio per la tutela del paesaggio 

CARTA DEI PAESAGGI DELLA MONTAGNA
Carta di Tarvisio e dei Tre Confini

testo modificato dopo la discussione tenutasi a Tarvisio l’8 ottobre 2002 e con le correzioni proposte da Poli, Mattiussi, Saccari, Trevisan e del CAI e le controdeduzioni dell’ISPAR 

IL RUOLO DEL PAESAGGIO NELL’AMBIENTE MONTANO

1       Il paesaggio patrimonio di identità e cultura

I paesaggi montani, espressione delle forme dei luoghi, così come ci sono pervenuti nel loro continuo divenire, attraverso le dinamiche della natura e le trasformazioni prodotte dall’uomo, costituiscono un patrimonio di identità e culture il cui valore ha carattere universale.

Tutti hanno il dovere di preservare i caratteri del paesaggio montano in quanto risorsa culturale, storica, testimoniale della natura, poiché essa costituisce il patrimonio delle popolazioni montane nel quale si rispecchiano radici e valori comuni.  

2       Il paesaggio elemento di competitività economica

I paesaggi delle montagne sono generalmente di buona qualità sia per la loro armonia, sia perché caratterizzano luoghi in cui ancora gli elementi della natura e quelli della civiltà umana sono in equilibrio.

Il paesaggio è la materia prima del turismo, attività fondamentale per l’economia montana. Un paesaggio caratteristico di grande suggestione e bellezza costituisce l’irrinunciabile fonte di benessere sociale ed economico per la popolazione di aree in cui diverse attività (primarie e secondarie) sono fortemente limitate a causa dell’orografia. 

3       Il futuro del paesaggio montano

Con la diffusione delle attività telematiche e con l’aumento del benessere economico sarà sempre meno importante per una parte consistente della popolazione stabilirsi vicino al proprio luogo di lavoro mentre aumenterà l’aspirazione di risiedere in un luogo bello e gratificante, fuori delle grandi conurbazioni di pianura. La montagna, se manterrà il proprio equilibrio ambientale e paesaggistico, potrà ripopolarsi, divenendo luogo di eccellenza ambientale per la residenza e le attività ad essa legate.
 

 

I BUONI PRINCIPI

4       Preservare gli elementi di pregio eccezionale

Una parte dei paesaggi montani possiede aspetti di pregio eccezionale che vanno mantenuti come patrimonio delle popolazioni locali oltre che per il loro valore di attrattiva turistica. Questi luoghi vanno catalogati e preservati evitando edificazioni o altre opere che ne modifichino l’equilibrio paesaggistico. Le opere che necessariamente si dovessero realizzare vanno progettate secondo un rapporto di bassa interferenza con il paesaggio. 

5       Mantenere vive le forme della montagna

Il paesaggio montano, ancorché fortemente caratterizzato nel suo aspetto fisico, è rappresentativo dell’adattamento dell’uomo alle condizioni imposte dalla natura al punto di costituire oggi un’unità inscindibile.

Pur nelle necessarie modificazioni del territorio e nella prospettiva di favorire il reinsediamento di popolazioni in montagna, occorre mantenere vive le forme tradizionali:

·       recuperando gli edifici esistenti, mantenendo le forme architettoniche proprie;

·       evitando la frammentazione degli insediamenti, del paesaggio seminaturale (prati, boschi) e naturale (elementi dell’orografia e dell’idrografia, torbiere, ecc.);

·       evitando proliferazioni edilizie indifferenziate che producono la saldatura e la conseguente perdita di identità dei borghi montani;

·       riportando alla forma originaria le aree degradate e quelle con manufatti non più utilizzati e non più recuperabili ad altre funzioni,

·       evitando trasformazioni improprie di edifici tradizionali. 

6       Il galateo del nuovo

Occorre favorire un galateo del paesaggio montano, un complesso di buone maniere che, attraverso l’appropriazione culturale dei valori presenti, portino chiunque per convinzione, più che per obbligo, a realizzare edifici e infrastrutture nel rispetto dei caratteri dell’ambiente montano, riconoscendo e mantenendo le forme ancora vive, evitando i falsi plateali, agendo con discrezione nelle tipologie e nei volumi, evitando la dispersione dell’edificato, l’alterazione dell’assetto morfologico e naturale e la conseguente frammentazione del paesaggio montano.
 

LE BUONE PRATICHE

7               Localizzare gli interventi in armonia con la natura dei luoghi

Gli strumenti di pianificazione, e in particolare i piani regolatori comunali, hanno un importante ruolo nella tutela del paesaggio montano perché possono localizzare la nuova edificazione e le altre trasformazioni del territorio ove siano maggiormente compatibili con le esigenze di equilibrio del paesaggio e con le condizioni di rischio idrogeologico eventualmente presenti. Non solo l’edilizia residenziale, turistica e industriale, ma anche le strade, gli elettrodotti, gli oleodotti, i gasdotti, le piste da sci, gli impianti di risalita, gli impianti per la produzione di energia eolica, le cave devono essere localizzati in base a uno studio che consideri più alternative e scelga motivatamente quella di minore impatto visivo e ambientale. 

8               Recuperare e valorizzare gli elementi della memoria e di diversità

In montagna sono numerosi i manufatti del passato, che contribuiscono in modo determinante a produrre un paesaggio immediatamente riconoscibile e fortemente identificativo. Non solo gli edifici e i borghi rurali tradizionali, compresi i loro intorni di prati, di boschi, di viabilità campestre, ma anche i resti a testimonianza di eventi storici o di devozione. Questi elementi essenziali della memoria vanno mantenuti:

·       privilegiando il recupero e la conservazione dell’edilizia tradizionale rispetto alle nuove edificazioni;

·       privilegiando il recupero anche con altre funzioni compatibili o la conservazione di opere dell’ingegno;

·       mantenendo a futura memoria i luoghi e manufatti delle grandi guerre, con il restauro e l’adattamento alla visita e con la realizzazione di percorsi didattici;

·       mantenendo ove possibile anche nel nuovo i caratteri della tradizione, purché siano ancora vitali e non appaiano come falsi o forzature;

·       conservando, facendo conoscere e valorizzando i monumenti della natura, i siti e gli elementi naturali nella loro duplice funzione di testimonianza scientifica e di valore culturale caratterizzanti il paesaggio montano;

·       favorendo la pratica dello sfalcio e le pratiche colturali tradizionali attraverso incentivi. 

9               Preferire i rapporti deboli

Occorre evitare che i nuovi edifici e altri manufatti appaiano dominanti rispetto al contesto caratterizzando i volumi, le tipologie e, se del caso, con criteri di non interferenza con l’intorno, anche con forme che siano attuali, ma discrete e non entrino quindi in conflitto con l’esistente. 

10     Curare le ferite

      Occorre rimuovere quei residui di passati manufatti che non hanno più nessuna funzione né valore storico e testimoniale: impianti di risalita dimessi vanno demoliti e lungo quei percorsi va favorito il rimboschimento naturale; tratti di strade dismesse vanno demoliti e rinaturalizzati oppure destinati, con le necessarie modifiche, a percorsi pedonali, ciclabili, equestri, sciabili; edifici incongrui rispetto al contesto e non più usati vanno riconvertiti ad altri usi o si deve demolirli e lasciare tornare su quei terreni il bosco o il prato; le aree di cava non più in attività vanno recuperate anche con utilizzi didattico – fruitivi.

CHI PUÒ FARE CHE COSA

11     L’importanza dei fondi comunitari

Coesione e diversità sono temi chiave per le politiche della Commissione Europea. A maggior ragione ciò vale per i territori montani. La montagna è il luogo naturale della diversità in Europa, soprattutto della biodiversità. Ma le aree montane sono essenziali anche per la diversità umana. La comunità europea sarebbe più povera se le popolazioni che vivono e lavorano nelle regioni montane le abbandonassero per andarsi a stabilire nelle valli e nelle pianure del continente.

Questo patrimonio, che costituisce una grande ricchezza dell’intera società, non può essere mantenuto e valorizzato con le sole risorse di chi vive in montagna. La stessa possibilità di garantire alle popolazioni montane parità di accesso ai servizi sociali ed economici, condizione indispensabile per il loro permanere, non può basarsi sulla ricchezza prodotta nei soli territori montani: troppo vasto e difficile è il territorio e troppo scarsa è la densità della popolazione in esso residente.

Per questo l’Unione Europea deve assumere pienamente un orientamento che consideri la montagna non un problema ma una risorsa inalienabile per l’intera comunità, per il cui mantenimento occorre una specifica politica regionale sostenuta dalla Commissione che abbia come finalità la tutela e la valorizzazione dei territori montani. 

12     Il ruolo delle Regioni

Le Regioni possono indirizzare le risorse proprie e favorire l’utilizzo dei fondi comunitari per lo sviluppo della montagna secondo indirizzi di pianificazione e programmazione che:

·       privilegino il mantenimento dell’equilibrio ambientale e paesaggistico;

·       sostengano l’allevamento e valorizzino i prodotti lattiero – caseari montani affinché lo sfalcio dei prati ritorni ad essere economicamente interessante, favoriscano la selvicoltura che si ispira a principi naturalistici;

·       favoriscano il recupero dell’immagine tradizionale dei borghi e degli edifici, ricorrendo anche a soluzioni tecniche innovative, mirate al risparmio energetico;

·       favoriscano il corretto uso delle peculiarità della montagna a fini di sviluppo della sua economia.

Possono subordinare i finanziamenti delle opere in montagna a un’attenta valutazione del loro impatto sull’ambiente e a un’attenta progettazione che tenga conto di tale impatto.

Possono finanziare iniziative per lo studio, la conservazione e il miglioramento del paesaggio montano anche con l’istituzione di un marchio di qualità del paesaggio montano.

Possono promuovere e finanziare iniziative per formare una cultura del paesaggio.

Gli strumenti di pianificazione regionale devono riconoscere le aree di maggior pregio ai fini della loro conservazione e contenere criteri di corretto e ragionevole sviluppo in quelle di generale valore paesistico. Possono contenere criteri di buona progettazione al fine di mantenere le peculiarità delle aree di elevato valore paesaggistico e migliorare la qualità delle altre parti del territorio. Devono altresì definire un assetto delle grandi infrastrutture che tenga conto, anche in sede di sommaria definizione delle direttrici, delle peculiarità paesaggistiche di maggiore evidenza. 

13     Il ruolo degli Enti intermedi

Le Province e le Comunità montane possono avere un ruolo di coordinamento e di sviluppo di sinergie assistendo i Comuni montani. Possono altresì promuovere e realizzare le opere e i servizi che consentano di sviluppare le suscettività socioeconomiche della montagna nel rispetto del suo ambiente e del suo paesaggio.

Possono promuovere attività formative e di informazione nelle scuole e presso la popolazione per formare una cultura del paesaggio. 

14     Il ruolo dei Comuni

I Comuni possono, anche in forme consortili, operare in modo da mantenere l’identità locale, mediante strumenti di pianificazione urbanistica con contenuti paesaggistici in cui si indirizzino le nuove edificazioni in aree di minor valore paesaggistico e mediante le norme di attuazione si spinga al recupero degli edifici e manufatti inseriti nel paesaggio storico e si dettino criteri per l’inserimento nel paesaggio dei nuovi edifici e manufatti, senza con ciò introdurre eccessivi irrigidimenti e formalismi.

Possono, anche in collaborazione fra loro e con gli Enti di grado sopraordinato, operare per diffondere fra la popolazione la cultura e i rispetto dei loro paesaggi. 

15     Il ruolo delle imprese

Con un’utilizzazione delle risorse della montagna indirizzata a uno sviluppo futuro, gli imprenditori possono, in particolare nel campo del turismo e della piccola industria, operare nel rispetto del paesaggio producendo fonti di lavoro e di reddito. 

16     Il ruolo dei cittadini

Non bastano leggi, provvedimenti e incentivi per mantenere l’identità e l’equilibrio del territorio montano, se non vi è nei cittadini un amore per il proprio paesaggio. L’applicazione delle buone regole per preservare il paesaggio montano, pur nelle necessarie trasformazioni del territorio, sarà possibile solo se il bisogno di buon paesaggio, che è insito in ognuno di noi, sarà esplicitato in forme comuni di cultura e di comportamento.  

Redazione del testo: arch. Roberto Barocchi, gennaio 2003

 

 

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